La genioplastica offre un cambiamento strutturale permanente; gli impianti aggiungono proiezione.
La regolazione di menti piccole e retruse o retrogenia è una delle principali considerazioni nella chirurgia craniomaxillofacciale per ottenere armonia facciale e un profilo normale. Chi ha un mento debole chiede spesso qual è il modo migliore per eseguire l’intervento: dovrebbero mettere un dispositivo protesico o modificare la struttura della mascella? Entrambe le tecniche chirurgiche sono principalmente incentrate sul miglioramento della proiezione del pogonion, il punto più anteriore del mento; tuttavia, differiscono sostanzialmente per l’interazione biologica con il tessuto ospite e per gli esiti funzionali.
Clinica Lin Health Europe non considera la questione del ‘migliore’ come soggettiva ma piuttosto anatomica, basandosi sull’analisi cefalometrica. Mentre gli impianti di mento possono rappresentare una soluzione più semplice per delle carenze orizzontali minori, la genioplastica scorrevole è più versatile e funzionalmente più vantaggiosa secondo la letteratura clinica, che evidenzia anche il suo vantaggio nei casi di pazienti con altezza verticale opposta, profonde pieghe labiomandibolari o ostruzioni delle vie aeree. Qui, l’autore studia approfonditamente la biomeccanica, la stabilità ossea a lungo termine e gli impatti fisiologici di entrambe le chirurgie, aiutando il lettore a fare la scelta giusta.
Aumentazione alloplastica: La tecnica protesica

Impianto di mento consiste nell’inserimento di un materiale biocompatibile, ad esempio silicone solido o polietilene poroso, in una tasca sottoperiostale sulla parte anteriore della mandibola. Poiché questa tecnica nasconde solo il problema scheletrico e non corregge la struttura ossea, viene considerata un metodo di ‘camuffamento’. Dal punto di vista chirurgico, gli impianti sono consigliati solo ai pazienti che necessitano di un lieve o moderato avanzamento orizzontale (inferiore a 5-6mm) e che hanno un’altezza verticale del mento sufficiente.
Tuttavia, esistono problematiche legate all’interazione tra osso e impianto nel lungo periodo, ben evidenziate dagli studi. Una pressione prolungata dell’impianto può portare a riassorbimento osseo (ad esempio, l’osso inferiore si assottiglia), e questo può far apparire l’impianto inclinato. L’eccessiva riassorbimento può compromettere le radici dei canini inferiori, anche se ciò è molto raro e di solito asintomatico. Inoltre, in quanto corpo estraneo, gli impianti portano sempre il rischio di infezioni da biofilm e malposizionamento, il che potrebbe richiedere rimozione o chirurgia di revisione se, dopo traumi o pressione muscolare, l’impianto si sposta.
Genioplastica scorrevole: Osteotomia funzionale
Genioplastica scorrevole è un’operazione di restauro che consiste nell’eseguire un’osteotomia orizzontale della sinfisi menti. Dopo averla separata, la parte rimodellata del bordo inferiore della mandibola viene fissata in posizione con fissazione interna rigida (placche e viti in titanio). Limitata alla superficie anteriore, l’impianto aumenta la proiezione del mento in una sola dimensione, mentre la genioplastica è multidimensionale.
Con questa tecnica, il chirurgo può spostare la parte del mento avanti, indietro, verso il basso o verso l’alto. Pertanto, non è solo il trattamento corretto per i casi di macrognatia verticale (mento lungo) o asimmetrie, ma anche per altre forme complesse che non possono essere risolte tramite hardware. Inoltre, il segmento osseo operato è il tessuto del paziente stesso, che rimane vitale grazie all’apporto sanguigno del peduncolo vascolare linguale, quindi non ci sono problemi di rigetto. Col tempo, i frammenti si fonderanno e la deformità di ‘gradino’ visibile con gli impianti diventa inosservabile, garantendo un risultato biologicamente stabile e durevole nel tempo.
Vantaggi delle vie aeree: Elevazione dei muscoli soprahioide
Un elemento chiave che dà a una genioplastica scorrevole un vantaggio rispetto agli impianti è la sua capacità di influire sulla Posteriore Spazio delle Vie Aeree (PAS). Si può osservare che il tubercolo genioglosso (parte posteriore del ramo mandibolare) è il punto di attacco dei muscoli Genioglosso e Geniohyoide che tendono rispettivamente a tirare la lingua e l’osso ioide in avanti.
Apnea Ostruttiva del Sonno (OSA) è un disturbo scatenato da un’ariazione ristretta in mandibole gravemente retuse, che può essere risolta attraverso una genioplastica che solleva strutturalmente l’osso, tirando in avanti i muscoli soprahioide e aumentando lo spazio faringeo, rafforzando anche la tensione alla base della lingua. Poiché gli impianti di mento sono posizionati sulla superficie dell’osso e non modificano direttamente l’origine dei muscoli, sono inefficaci in questo ambito e non migliorano la respirazione o i sintomi dell’apnea del sonno. Di conseguenza, la genioplastica rappresenta il miglior trattamento medico per i pazienti che russano o hanno ostruzioni delle vie aeree.
La piega labiomandibolare e la dinamica del muscolo mentalis

Il grado di micrognazia spesso determina la profondità della piega labiomandibolare. L’inserimento di un impianto particolarmente grande dietro un muscolo mentalis teso aumenterà enormemente la tensione sul muscolo stesso e potrebbe portare ad un approfondimento della piega o ad un aspetto innaturale e sgradevole chiamato deformità del ‘mento della strega’ (che in realtà si manifesta come depressione del labbro inferiore).
La genioplastica scorrevole di solito dà una risposta facciale naturale e armoniosa. Poiché il movimento osseo include i muscoli attaccati, il tessuto molle dell’area del mento si muove in rapporto 1:1 con l’osso, mantenendo così la profondità naturale della piega labiomandibolare e dando un adeguato supporto al labbro inferiore. Così si evitano le complicanze di incompetenza del labbro inferiore e dello stress sul muscolo mentalis, che si verificano spesso quando un impianto originale sottolineava troppo il tessuto molle creando problematiche estetiche e funzionali.
Considerazioni neurovascolari e recupero
Durante interventi di impianto di mento, il nervo mentale può essere a rischio di danno per compressione o trazione durante la creazione della tasca sottoperiostale. Con la genioplastica, l’osteotomia viene solitamente eseguita sotto il forame mentale per evitare il nervo, tuttavia, la parestesia temporanea è molto comune a causa della retrazione del nervo stesso.
Il recupero dall’intervento con impianti può causare gonfiore dei tessuti molli facciali e una rapida ripresa in 5-7 giorni. Al contrario, la genioplastica implica un naturale processo di guarigione ossea e richiede una dieta morbida per 2 settimane; il rischio di gonfiore ed ematoma è più elevato. Il risultato della genioplastica, una volta ottenuta l’unione ossea (circa 6 settimane), è una struttura resistente al trauma che l’interessato dovrebbe sempre evitare di traumatizzare con attività ad alto impatto, mentre l’impianto deve essere sempre monitorato per eventuali spostamenti. Quindi, questa opzione è decisamente migliore per atleti o persone con uno stile di vita attivo.
Domande frequenti sulla genioplastica vs impianti di mento
La genioplastica scorrevole offre una soluzione clinica migliore in quanto riposiziona i muscoli della lingua in avanti, aumentando lo spazio delle vie aeree, mentre un impianto di mento non influisce sulla respirazione.
In sostanza, la pressione esercitata da un impianto di silicone può portare a erosione o riassorbimento dell’osso della mandibola sottostante, anche se l’entità di ciò è di solito minima e senza sintomi.
La maggior parte dei pazienti descrive l’esperienza della genioplastica scorrevole come un’estrazione dentale con gonfiore moderato, e il dolore è generalmente ben controllato con i farmaci standard.
Fondamentalmente, un impianto di mento può fornire solo proiezione orizzontale, mentre una genioplastica può allungare fisicamente l’osso per correggere una carenza verticale.
L’incidenza di perdita permanente della sensibilità del nervo mentale è estremamente rara, ma una temporanea perdita di sensibilità nella zona del labbro inferiore è un evento comune dopo genioplastica e impianto di mento a causa del processo di guarigione dei nervi.



